3 idee per un viaggio attivo in Andalusia
Sicuramente avrai sentito spesso parlare di questa regione della Spagna per le meravigliose città di Cordoba, Siviglia e Granada, universalmente note per il loro patrimonio storico-artistico legato soprattutto al lungo periodo in cui sono state sotto la dominazione araba. Ma non tutti sanno che al di fuori delle città ci sono esperienze diversissime ed emozionanti per chi vuole spingersi ad esplorare oltre il confine dei luoghi più conosciuti e frequentati dal turismo. In bicicletta nella Via Verde della Sierra 1. La Via Verde della Sierra in biciclettaIn tutta l'Andalusia, come altrove in Spagna e nel resto del mondo, si possono trovare degli antichi percorsi ferroviari abbandonati. Molti di questi negli ultimi anni sono stati convertiti in pi
Isole Faroe: la spettacolare Vagar
Se mai andrete alle Isole Faroe, probabilmente non vedrete tutte le isole che ne compongono l'arcipelago ma inevitabilmente passerete da Vàgar, se non altro perché è l'unica con un aeroporto nonché, per i pochi che giungono sull'isola via mare dall'Europa, uno dei porti principali. Non vi sono città particolarmente importanti in quest'isola dalla curiosa forma a testa di cane, cosa compensata da alcuni dei più grandiosi siti delle isole che la rendono una tappa imperdibile di chiunque voglia ammirare le bellezze paesaggistiche dell'arcipelago. Una nostra viaggiatrice si gode la vista degli scogli di Drangarnir - Copyright Pianeta Gaia È su una delle sue estremità, quella sud-occidentale, che si ergono
Deserti d'Oman - III
...segue 7° giorno Mattinata senza vento vuotando le tende dalla sabbia, colazione e, una volta sistemato tutto nelle jeep, via per una giornata di lungo trasferimento. Si continua su sabbia ma dopo pochi chilometri, giunti sulla 32 all’altezza di Sarab sosta per sistemare la pressione dei pneumatici. La strada è al solito in ottime condizioni, proseguiamo fino a Doqm per rifornimento di benzina, da lì ancora lungo la 32 per una deviazione in area Wadi Darfa dove passato uno sterrato misto sale-fango si scorge un nutrito stormo di fenicotteri tra lagune interne prospicienti il mare. Non c’è nulla qui, nemmeno l’indicazione del sentiero, e guai a sbagliare traccia, pure quando si scende per camminare, altrimenti si sprofonda in
Isole Faroe: la stretta Kalsoy
Kalsoy è una delle isole più piccole tra le 18 maggiori che costituiscono questo piccolo ma variegato arcipelago in mezzo all'Oceano Atlantico, a metà strada tra la Scozia e Islanda. Questa stretta fetta di terra è abitata da appena 76 persone e fa parte del distretto di Klaksvik, la seconda città dell'arcipelago situata nella vicina isola di Bordoy, dal cui porto parte il traghetto che la raggiunge 3 o 4 volte al giorno. Il traghetto è piuttosto piccolo, del resto il percorso che copre è breve (circa 20' di navigazione) e in acque riparate, e può ospitare circa una dozzina di veicoli, quindi è bene presentarsi per tempo all'imbarco per evitare che, causa riempimento dei pochi posti, si debba aspettare la parten
Deserti d'Oman - II
... segue 4° giorno Alle 6 c’è luce, per le 7 abbiamo già riposizionato le tende ed è tempo di colazione. Chi vuole va in escursione per nuotare coi delfini altrimenti un giro nel villaggio passando per spiagge invase dai gabbiani. C’è pure una guest house gestita da oltre 20 anni da un italiano, a oggi il numero di turisti maggiore giunge proprio dal Bel Paese. Sistemato tutto, prendiamo la strada per Sur, 50 km, dove facciamo tappa al cantiere navale Khour Al Batah per vedere la realizzazione dei dhow, la tipica nave araba. Il cantiere sorge proprio di fronte al Al Ayjah Watch Tower e alla sua imperiale scalinata. Visitata la fabbrica a cielo aperto, saliti e scesi da dhow in realizzazione, tempo per rimirare la baia fino a
Isole Faroe: La remota Suduroy
Suduroy è l'isola più meridionale e remota dell'arcipelago delle Faroe e per questo motivo non sono moltissimi i turisti che la includono nei loro itinerari. Per raggiungerla occorrono un paio d'ore di navigazione col traghetto Smyril che parte dal porto della capitale faroese Torshavn per approdare al porto di Tvøroyri: di norma la navigazione è abbastanza tranquilla sia perché il lato orientale dell'arcipelago è quello meno esposto agli impetuosi venti provenienti da ovest e sia per le dimensioni decisamente considerevoli della nave in questione, di quasi 140 metri. A bordo è attrezzata come una nave da crociera, con tanto di ristorante self-service e cafeteria, dove poter trascorrere in tranquillità il tempo dello s
Deserti d'Oman - I
1° giorno Da Bologna raggiungo Milano prima dell’alba con l’unico treno possibile, un Intercity Notte, dalla stazione con lo shuttle di TerraVision (10€ andata, 16a/r) in 1h giungo a Malpensa dove c’è il volo Emirates per Dubai. Non mi era stato concesso di fare il check-in on-line il giorno precedente, meglio così poiché la fila di chi non l’aveva fatto è brevissima, quella di chi lo aveva effettuato lunga per la sola consegna bagagli. Controlli celeri data anche la poca gente, imbarco altrettanto veloce e con un Boeing 777 si vola a Dubai, serviti prima di un pranzo vero e proprio e a seguire di uno snack. Manca il comfort kit, per il resto l’aereo ha le più moderne dotazioni di bordo. Atterrati in perfetto or
Isole Faroe: L'isolata Mykines
Mykines è la più piccola e la più occidentale delle 18 isole maggiori che formano le Isole Faroe o Faroer. La sua caratteristica principale è la difficoltà nel raggiungerla: trovandosi sul lato più esposto dell’arcipelago, quello sferzato dai forti venti provenienti dall’America, il traghetto che la collega giornalmente con la vicina isola di Vagar funziona solo nel ristretto periodo estivo tra il 1° maggio e il 31 agosto di ogni anno, sempre se le condizioni del mare lo consentono, cosa che si verifica non di rado al punto che questa escursione viene consigliata all’inizio del viaggio per avere eventualmente modo di poterla recuperare in caso di annullamento. Per il resto dell’anno, l’unico mezzo per raggiung
Madagascar, l'isola rossa - V
... segue 13° giornoColazione in hotel, non proprio il massimo, poi avendo deciso che l’escursione a Nosy Ve e l’avvistamento delle balene lo farò domani, oggi vado in perlustrazione di Anakao, non quella sul mare o nell’immediato entroterra, ma quella più interna. Lasciando il Safari Vezo, dal retro ci s’inoltra lungo un sentiero che fungerebbe da via d’accesso, ma si nota bene che di mezzi su strada qui ne circolino proprio pochi. Le uniche costruzioni che si notano oltre una grande spianata là tra gli alberi richiamano l’attenzione, sono le uniche in muratura dell’area, approcciando queste noto che si tratta del cimitero costituito su più plessi non in perfette condizioni ma comunque in muratura, non sc
Madagascar, l'isola rossa - IV
... segue 10° giornoOttima colazione in hotel, nel giardino avvistiamo un camaleonte di notevoli dimensioni facile da scambiare per un ramo dell’albero su cui staziona, poi partenza per una visita cittadina presso la casa artigianale di produzione di carta Antaimoro che visitiamo con una guida del posto che ci accompagnerà anche nell’escursione a seguire. Il processo di lavorazione è spiegato in ogni suo dettaglio, interessante vedere come dal foglio che ne esce, ancor prima dell’essicazione siano inseriti motivi naturali direttamente sulla carta per un prodotto destinato in ogni caso ai turisti, questi prodotti hanno per noi prezzi irrilevanti ma per la popolazione locale sarebbero solo un vezzo troppo costoso. Il piccolo
Sogni di legno
Chi ha viaggiato in Africa li ha probabilmente intravisti, forse non prestando particolare attenzione a questi oggetti utilitaristici che invece gli appassionati d'arte africana conoscono bene: i poggiatesta. Un anziano etiope mentre usa un poggiatesta (photo C. Cerisier) Si tratta di piccole strutture di legno, principalmente usate dagli uomini e dalle fogge più disparate, utilizzate un po' in tutto il continente ma particolarmente diffuse nelle regioni orientali, soprattutto in Etiopia meridionale e nei paesi confinanti quali Uganda, Kenya, Somalia e Tanzania. Sono oggetti molto personali, quasi irrinunciabili nella vita di tutti giorni, soprattutto per quei popoli presso i quali la pastorizia è l'attività predominante, portati continu
Madagascar, l'isola rossa - III
... segue 7° giornoColazione scarsa e di bassa qualità a un prezzo da rapina, poi prima di partire per una lunga tappa di trasferimento notiamo che un gruppo di lemuri ha preso casa tra i bungalow, per nulla timidi passano da un’abbeverata all’altra da perfetti soggetti fotografici. La poca gente presente in hotel, ma forse anche l’abitudine, li lascia fare le loro cose senza paura, bene per noi. Poi si parte, il percorso è il medesimo dell’andata quindi non particolarmente interessante, già visto insomma, sosta cibo ad Ambatolahy, pescando tra i tanti piccoli posti sempre tutti sulla via principale. Pesco a caso qui e là, sempre somoza e caffè, tutto molto buono, somoza solo di carne, i vegetariani non hanno un&rsqu
Mondi in bilico: I Duchobory - III
Malgrado tutto questo – la storia dei Duchobory in Canada meriterebbe un approfondimento a parte -, gli emigrati misero radici nel paese nordamericano e in seguito si spostarono nella più mite regione della British Columbia, dove ad oggi sono circa 40.000, più altri 5.000 nel tempo trasferitisi negli Stati Uniti, territorio in cui avevano già attecchito altre gruppi dallo stile di vita similare come i Mennoniti, gli Amish, i Quaccheri e altri. In Georgia le cose andarono pure peggio. L’avvento dell’Unione Sovietica e del suo dogmatismo anti-religioso fu causa di ulteriori problemi per quelli che erano rimasti. Libri religiosi e archivi vennero distrutti e diversi Duchobory vennero arrestati o mandati in esilio. Al contrario, l’imposizione della
Madagascar, l'isola rossa - II
...segue 4° giornoDopo il canto del muezzin è tempo di colazione, il paese sarebbe interessante da visitare per i suoi mercati e botteghe, ma a parte la via dove risediamo e buttiamo un occhio non c’è tempo, inoltre gli autisti delle jeep sono anche poco sicuri dei luoghi, quindi si parte per Bekopaka, 100 km per quasi 4 ore di sentiero polveroso, dove nel mezzo del nulla capita d’incontrare qualche viandante a piedi. Il villaggio rimane sulla sponda nord del Manambolo, da attraversare su chiatta, di fatto poche baracche da un alto e dall’altro del fiume in corrispondenza di hotel che fanno da base per l’escursione al parco nazionale des Tsingy de Bemaraha, indubbiamente il parco più esaltante visto nel viaggio. Ci fermiamo presso
Mondi in bilico: I Duchobory - II
... segue Sfortunatamente, neanche i “paradisi in terra” dei pacifisti sono scevri dalle lotte per il potere. Quando nel 1886 Lukerya passò a miglior vita, non avendo avuti figli, si scatenò la lotta per la successione a leader della comunità. La donna aveva individuato il suo successore in Peter Verigin e la maggior parte dei Duchobory lo aveva accettato come erede spirituale ma una combattiva minoranza si schierò a favore di Michayl Gubanov, fratello di Lukerya, forte dell’appoggio degli anziani e delle autorità locali. Il 26 gennaio 1887, alla messa al termine della quale doveva essere proclamato il nuovo leader, si presentò la polizia russa che arrestò Verigin e lo mandò in esilio nel nord della Siberia, ass
Madagascar, l'isola rossa - I
1° giorno All’aeroporto di Bologna la fila per il check-in della Turkish Airlines non è così veloce, per una volta più svelta la fila di chi ha fatto il check-in on line e deve consegnare il bagaglio, recupero le carte d’imbarco fino ad Antananarivo, d’ora in poi Tana, come la chiamano i malgasci. Ai controlli passaporto comunitari la fila è lunga, chiedendo di aprire i varchi per i passaporti elettronici tutto inizia a scorrere in modo rapido (capire perché li abbiano predisposti ma non li aprano con costanza è impossibile), il volo per Istanbul è puntuale, circa 1.500 km per 2 ore di volo durante le quali è servita una cena anticipata di buona qualità. Possibilità di ricaricare batterie, sche
Mondi in bilico: I Duchobory - I
La ricerca di un posto nuovo dove vivere condotta dai Duchobory - in russo Dukhobory o Dukhobostsy, parola che significa “Guerrieri dello Spirito” - non è stata una decisione spontanea. I Duchobory sono una delle tante confessioni non-Ortodosse generatesi in Russia, spesso bollate come sette quando non proprio eretiche. Nacquero nel 1700 come movimento di protesta nei confronti del clero che ritenevano non necessario, alla pari di tutto il corollario di rituali e liturgie connessi con la pratica cristiana. Pertanto rifiutavano di riconoscere i sacerdoti, i frati, le icone, le funzioni religiose, l'autorità del governo dello zar e perfino la proprietà privata. “Dio sta nei cuori della gente, non nelle chiese” solevano ripetere. Nutrivano dubb
Perché andare in Sardegna
La Sardegna rappresenta una delle mete più ambite dal turismo italiano e internazionale, per chi cerca spiagge meravigliose e mare dai colori che variano dal verde, turchese al blu intenso, ma la Sardegna è molto più’ di questo. Una terra antica, dal fascino misterioso, dove Natura Tradizione e Cultura si incontrano.Lo si capisce appena si atterra sull’isola, il profumo del ginepro, le intense fragranze del mirto, gli olivi e le querce da sughero, il verde delle piante dei fichi d’india in contrasto con le coloratissime bouganville dalle tinte sgargianti. Un mondo fatto di tradizioni ben radicate, dai costumi tradizionali all‘artigianato locale, dai piatti tipici ai vini dal sapore deciso.Quasi 2000 km di costa, lambita da un mare cristallino, R
Eritrea, un'insolita Africa - V
... segue 13° giornoColazione in hotel, non a buffet ma a scelta un piatto con uova, pane-burro-marmellata e bevande, e velocemente partiamo per l’escursione della città incominciando dai cimiteri di guerra, prima quello britannico a nord dove riposano molti Sudanesi che combatterono per la Gran Bretagna, a seguire quello italiano più centrale, a sua volta pieno di Ascari abissini al servizio degli Italiani. Non lontano sorge il più celebre dei monumenti religiosi, il San Maryam Dearit, in un ampio complesso il santuario è posto all’interno di un gigantesco baobab. Già, non pensate a una piccola icona, proprio un santuario vero e proprio nella cavità di un baobab della circonferenza di oltre 10 metri, dove leggenda narra
Mondi in bilico: I Lipoveni
Proseguono i nostri approfondimenti sui gruppi di Vecchi Credenti in giro per il mondo, stavolta è il turno dei Lipoveni stanzionati nell'area del delta del Danubio, in Romania, anche se piccoli gruppi si possono trovare in Ucraina e Moldova. Un gruppo di donne Lipoveni in abiti festivi Come per tutti i Vecchi Credenti, la data in cui tutto cambiò fu il 1654, quando il patriarca Nikon di Mosca – spalleggiato dallo zar Pietro il Grande - riformò la chiesa russa ortodossa e molti si rifiutarono di seguire le nuove liturgie e prescrizioni, come abbiamo già raccontato con più dovizia di particolari qui e qui. In particolare, i Lipoveni, tradizionalmente pescatori nelle acque dei fiumi Don e Dnepr, si installarono nella Dobrogea, la regione
Isole Eolie: Sette sorelle... sette bellezze differenti
Se, come riportato da un anonimo poeta siciliano, “la Sicilia è un diamante posto sul mare da Dio come un dono per gli uomini”, le isole Eolie sono come una collana di perle che si adagia sullo sfondo azzurro del Mediterraneo.Natura selvaggia, vulcani attivi, paesaggi lunari, immense scogliere, calette nascoste, faraglioni, solfatare, bianchissime montagne di pomice, bizzarre formazioni rocciose, acque cristalline, profumi e aromi di tradizioni antiche…tutto questo sono le Eolie!Le “Sette Sorelle”, tutte di origine vulcanica, per la loro posizione geografica, disegnano una “Y” immaginaria: Salina ha alla sua sinistra Alicudi e Filicudi ed alla sua destra Stromboli e Panarea; dietro di essa Vulcano e Lipari.Lo sapevate che secondo la mitolog
